Assunzione di acqua minimamente mineralizzata e risultati dell’esperimento

Un maggior ricambio dell’acqua corporea migliora la salute. L’Istituto di Farmacologia dell’Università di Ferrara ha messo a confronto l’acqua potabile di una città dell’Emilia Romagna di medie dimensioni e un’acqua naturale minimamente mineralizzata ossia con un basso contenuto di sali minerali (un’acqua naturale più leggera al palato e che facilita la digestione) per dimostrare la capacità di aumentare il ricambio d’acqua all’interno del nostro organismo.

Sono stati presi due individui maschili sani di età media, a cui è stata fatta bere, dopo aver svuotato la vescica, 400 gr di acqua erogata dall’acquedotto cittadino. Alcuni giorni dopo la prova è stata ripetuta ma facendo bere ai 2 soggetti 400 gr di acqua potabile leggermente mineralizzata.

Un detto popolare cita: acqua che scorre non porta veleni…

Il risultato, come potete osservare dalla tabella è stato che quando i soggetti bevono acqua minimamente mineralizzata, la percentuale di emissione d’urina è maggiore rispetto all’acqua bevuta. Si può sostenere, quindi, che una determinata quantità d’acqua leggermente mineralizzata determina un cospicuo aumento della diuresi acquosa.

E’ evidente che una maggiore quantità di acqua rilasciata corrisponde ad una maggiore pulizia del nostro organismo.

L’acqua naturale contenente una minima quantità di minerali inorganici, trova applicazione in tutte le situazioni morbose in cui l’attivazione della diuresi può essere efficacemente affiancata a misure dietetiche e terapia medica fondamentale, come nella flogosi delle vie urinarie, nella calcolosi renale e negli stati iperuricemici. Una conseguenza diretta dell’azione diuretica è il rinforzo dell’eliminazione di sostanze quali: azoto ureico, acido urico, acido ossalico e cloruro di sodio. Le ricerche in questo settore hanno dimostrato risultati evidenti negli stati iperuricemici e in patologie collegate. Risultano evidenti i benefici ESTETICI che ne conseguiranno: una pelle più idratata, la ritenzione idrica via via che scompare, microcircolazione/cellulite efficacemente tenuti sotto controllo. Il tutto semplicemente bevendo l’acqua che fa bene!

Acqua e calcoli

Uno studio svolto dall’ Istituto di Medicina Semeiotica dell’Università di Parma, ha permesso di valutare gli effetti a lungo termine (due anni) di un’elevata assunzione di acqua minimamente mineralizzata in concomitanza con una riduzione dell’introduzione di sodio nell’organismo in soggetti produttori di calcio e caratterizzati da ipercalciuria, (elevata quantità di calcio nelle urine). Per lo studio sono stati adottati 27 maschi e 10 femmine, la cui età media era di 34 anni e che presentavano calcolosi renale da ossalato di calcio. E’ confermato, dalla letteratura medica, che la terapia idropinica aumenta il volume urinario e quindi riduce sia la concentrazione dei promotori che degli inibitori della litogenesi renale ( processi chimico-fisici che causano l’inizio della formazione di calcoli).

I risultati dello studio dimostrano che tali effetti sono duraturi se si ha un apporto costante di acqua minimamente mineralizzata e se l’apporto di sale viene mantenuto costantemente a bassi livelli attraverso una dieta iposodica.

Anche qui risulta evidente la fondamentale importanza di avere a disposizione tutti i giorni l’acqua che fa bene per ottenere i risultati.

Persone anziane

L’anziano è un individuo delicato che necessita di un apporto idrico ottimale per prevenire situazioni fisiologiche estremamente comuni quali deficit dell’apparato renale. Le acque minimamente mineralizzate sono in grado di aiutare i soggetti che soffrono di ipertensione e di attivare le funzioni renali operando un’azione di lavaggio sui liquidi extracellulari che svolgendo un’azione di ricambio. Inoltre l’anziano ha una scarsa sensazione della sete. Le cause di questo non sono note, ma l’effetto è che l’anziano se non stimolato difficilmente beve, andando incontro ai gravissimi e noti problemi correlati alla disidratazione. Quel sorso d’acqua gradevole che ti invoglia a proseguire proprio come quella dalle caratteristiche Fontenova sarà la soluzione. Quel sorso d’acqua, ingerito dal mattino porterà a bere più spesso, fino a riprendere la sana abitudine di bere la giusta quantità di acqua!

L’acqua in pediatria

Gli alimenti per neonati, preparati con acqua minimamente mineralizzata, cioé un’acqua naturale come la conosciamo ma a basso contenuto di residuo fisso, svolge un’azione detossinante sulle vie urinarie. Inoltre essendo più pura, aiuta a risolvere più facilmente problemi come diarrea, manifestazioni febbrili e casi di disidratazione. Non tutti forse sanno che il latte vaccino, rispetto a quello materno, è molto ricco di sali, per cui una preparazione ottimale di latte artificiale è consigliabile con un’acqua minimamente mineralizzata. Questi accorgimenti sono di fondamentale importanza, considerando che un’elevata quantità di sali potrebbe essere rischiosa, in fase adulta di ipertensione o disidratazione ipertonica, specialmente in neonati più piccoli o prematuri. Non ultimo la purezza da inquinanti derivati dalla stessa plastica dei contenitori commerciali (Bisfenolo o BPA) certo non è da trascurare né durante la gestazione né in seguito.

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