Il calcare nella caldaia: conosci il nemico

 

In questo articolo cercheremo di conoscere e  affrontare il calcare nella caldaia, un problema davvero insidioso.

Esamineremo  inoltre  le soluzioni, spesso effimere e illusorie, proposte correntemente sul mercato.

L’obiettivo è capire da dove origina il calcare nella caldaia.
Solo così potremo affrontarlo correttamente e in modo efficace nel tempo.
Ma ancora di più sarebbe utile avviare una radicale opera di prevenzione.

Per combattere un nemico bisogna conoscerlo.
Solo così possiamo capire come attaccarlo nei suoi punti deboli.
Ma che cos’è esattamente il temuto e fastidioso calcare?

Il calcare è un composto di sali minerali che viaggiano nella naturale composizione dell’acqua.

Ma l’acqua è fondamentale per la nostra salute in tutti gli elementi che la compongono.

Dobbiamo quindi  capire come annullare i depositi di calcare liberati dall’acqua nel suo passaggio.
Ma allo stesso tempo, occorre farlo senza modificare la naturale composizione dell’acqua.

Un’impresa ardua direte, ma non impossibile.
La nostra battaglia contro il calcare comincia proprio da qui.

Come affrontare il calcare nella caldaia 

 

Affrontare il calcare nella caldaia e negli impianti è fondamentale.
In particolare è importante capire come si deposita.
Ma ancor più importante è studiarne le caratteristiche per definire la soluzione giusta al problema.

In questo modo riduciamo lo spreco energetico.
E abbattiamo i costi aggiuntivi legati alla manutenzione nel tempo dell’impianto.

Ma è importante che qualsiasi soluzione, sia prima che dopo, non crei danni all’acqua e all’ambiente.

 

 

 

Il calcare: composizione chimica

 

Il calcare nella caldaia deriva dall’acqua che circola nelle nostre case attraverso la rete idrica.

L’acqua che giunge dalla sorgente ai nostri rubinetti è un’acqua potabile.
Ha quindi tutte le caratteristiche di un elemento chimico adatto alle esigenze umane e vitali.
Essa si presenta ricca di sali minerali.

Nell’acqua ci sono però anche sali minerali come il magnesio e il calcio.
Ad alte temperature, questi 2 sali minerali danno luogo al carbonato di calcio, ovvero al calcare.
Si tratta di un composto chimico simile a quello delle rocce naturali.

Il calcare tende a precipitare e a depositarsi sulle rubinetterie.
Ma raggiunge anche tubi di caldaie, lavatrici ed elettrodomestici.

Il calcare è presente dove l’acqua passa.
Il passaggio continuo dell’acqua porta ad accumulare calcare quotidianamente. 
Ciò ha come effetto nel tempo, l’ostruzione di tubi, filtri e condutture.

Le soluzioni istintive per combattere il calcare nella caldaia

Vi presentiamo ora le soluzioni più rapide, presenti sul mercato, per affrontare il calcare nella caldaia.
Si tratta di soluzioni da usare con parsimonia e grande accortezza.
La loro efficacia immediata può infatti produrre nel tempo effetti collaterali dannosi e importanti.

I dosatori di polifosfati

I dosatori di polifosfati rappresentano un sistema di anticalcare e anticorrosione di efficacia evidente.

Come agiscono

Impediscono i depositi di carbonato di calcio ed incrostazioni.
Sono queste tipiche conseguenze della presenza di calcare nell’acqua.
I dosatori agiscono formando un film protettivo all’interno della tubazioni.

Controindicazioni

Sono sistemi anticalcare economici che presentano però delle controindicazioni.
Hanno lo svantaggio di essere estremamente inquinanti.
Sono inoltre nocivi alla salute in quanto rilasciano un quantitativo standard di polifosfati nell’acqua.
E lo fanno in una percentuale che  supera i limiti di legge riguardo alla quantità di polifosfati consentiti.

 
Gli addolcitori

 

Acqua dura

Si parla di acqua dura per indicare un’acqua potenzialmente calcarea.
L’acqua durà è caratterizzata da una forte densità di calcio e magnesio.

Acqua dolce

Si  definisce dolce un’acqua poco calcarea.
Questa tipologia di acqua  ha un basso contenuto di calcio e magnesio e quindi di carbonato di calcio.

Gli addolcitori: come agiscono nella lotta al calcare

L’uso di addolcitori per combattere il calcare rimane una tendenza ancora molto diffusa. 

Gli addolcitori sono proposti  da diverse aziende del settore depurativo.

Questi dispositivi trovano la loro efficacia in un meccanismo che funziona secondo il principio dello scambio ionico.
Sostanzialmente vengono modificate le caratteristiche dell’acqua, scambiando l’elemento ione calcio con lo ione sodio.
Ciò rende l’acqua “dolce”, favorendo l’eliminazione efficace del calcare.

Tuttavia, ciò facendo, si introducono nell’acqua grandi quantità di sale.
Si alterano così le caratteristiche naturali dell’acqua.

I danni provocati da un abuso di addolcitori 

L’impiego di addolcitori per combattere il calcare nella caldaia e negli impianti idraulici, si rivela nel tempo inquinante e poco sostenibile.

Non è pertanto una vera soluzione.

Diverse ASL ne scoraggiano l’uso a causa delle ingenti quantità di sali rilasciate nell’ambiente, nelle falde e nei fiumi.
Basta considerare che l’acqua di risciacquo, se utilizzata per irrigare, “brucerebbe” la maggior parte delle piante irrigate.

Inoltre i sali in eccesso, introdotti nell’acqua, possono provocare gravi danni alla salute umana.
Possono determinare problemi alla circolazione, alla pressione arteriosa, al cuore.
Provocano inoltre ritenzione idrica.

Questo sistema anti-calcare compromette pertanto il valore depurativo e nutrizionale dell’acqua.

Gli addolcitori: la soluzione effimera al calcare nella caldaia

Gli addolcitori richiedono inoltre opere d’installazione e di manutenzione da effettuarsi con il supporto di un idraulico.

Un costo economico e ambientale che si rivela di gran lunga più elevato dei danni provocati dal calcare stesso.

Bisogna pertanto trovare un’alternativa.
Bisogna trovare la soluzione veramente giusta al calcare nella caldaia.

Le buone norme contro il calcare nella caldaia: come custodire una caldaia nel tempo 

 

Le tubature della caldaia sono soggette a depositi calcarei.
Questi sono dovuti al continuo passaggio dell’acqua ad alte temperature.

Senza nessun intervento di lavaggio e di manutenzione, tali condutture nel tempo sono destinate ad ostrursi.
Diminuiscono così nettamente il livello della loro funzionalità.

Senza la dovuta cura e prevenzione, la combustione e la produzione di calore  avvengono con sempre più difficoltà.
Ciò genera un maggiore consumo energetico di gas.

Lo spreco si traduce in un sensibile aumento della spesa in bolletta a carico del consumatore.
Non solo: si traduce anche in maggiore impatto sull’ambiente in termini di inquinamento.

E il danno prodotto è in tal caso per l’intera collettività.

 

Il lavaggio chimico e la manutenzione della caldaia

Il lavaggio chimico della caldaia consente di pulire i tubi in cui circola l’acqua che passa attraverso la caldaia.
In tal modo si  riduce il consumo di gas e si migliora l’efficienza della caldaia.

Mantenere in ordine la caldaia è quindi fondamentale.
Serve ad evitare guasti,  a limitare un consumo eccessivo di gas e ad avere sempre una casa bella calda.

Come funziona e in cosa consiste 

Il lavaggio chimico della caldaia è un’operazione piuttosto invasiva e complessa.

Consente di ripulire la pompa e l’impianto in cui circola l’acqua della caldaia, compresi i radiatori. 

Grazie a questa operazione delicata, la caldaia è liberata dai residui lasciati all’interno del suo impianto.
Sono residui dovuti al calcare e alle impurità che vi si accumulano.
Queste possono arrivare ad intasarlo completamente.

Si tratta di un intervento che andrebbe eseguito periodicamente.
Serve ad evitare il deterioramento o la rottura di parti vitali dell’impianto di riscaldamento o della caldaia stessa.
Serve inoltre a diminuire il consumo di gas.

 

Quando effettuarlo  

In particolare, è opportuno far eseguire un lavaggio anticalcare della caldaia nei seguenti casi:

  • Non tutte le stanze si scaldano allo stesso modo;
  • I radiatori non si scaldano in maniera uniforme neanche quando è stata eliminata l’aria dall’impianto;
  • I radiatori impiegano troppo tempo a scaldarsi;
  • La caldaia è molto rumorosa.

Il lavaggio chimico della caldaia è obbligatorio per legge (DPR 59/2009) se:

  • si esegue un nuovo impianto di riscaldamento;
  • si installa una nuova caldaia;
  • quando si eseguono lavori di ristrutturazione di un edificio che comportano interventi anche sull’impianto di riscaldamento.

 

 

Vantaggi e svantaggi  del lavaggio chimico della caldaia

 

La pulizia della caldaia e dell’impianto ad essa collegato avviene con il lavaggio chimico.
Il tecnico specializzato inietta nelle tubature delle sostanze chimiche.
Tali preparati chimici sono in grado di sciogliere il calcare ed altri residui (come le alghe), presenti all’interno della caldaia.

Ovviamente, le sostanze impiegate per questa operazione sono altamente corrosive.
Pertanto è necessario affidarsi a personale altamente specializzato, che sia in grado di maneggiarle in sicurezza.

Si tratta di un intervento piuttosto complesso.
Per questo il lavaggio chimico della caldaia ha un costo abbastanza elevato.
Solitamente vengono richiesti per la sua esecuzione, importi che vanno dai 200 fino ai 500 euro.

Si tratta di un’operazione che, in condizioni normali, va eseguita solo periodicamente.
L’obiettivo è garantire una maggior efficienza e durata della caldaia e dell’impianto stesso.

Sicuramente una pulizia tanto approfondita può portare alla luce piccoli guasti che non erano visibili a causa della presenza del calcare.
Questo potrebbe far lievitare ulteriormente il costo dell’intervento.

Come tutelarsi dalle spese per il calcare nella caldaia

Per essere sicuri di non spendere soldi inutilmente e garantirsi un lavoro ben fatto, occorre affidarsi solo a dei professionisti esperti.
Solo un tecnico professionista può consigliarci sull’effettiva necessità di eseguire un lavaggio chimico della caldaia. 
Solo uno specialista può eseguirla a regola d’arte.

Occorre considerare che il riscaldamento dell’acqua accelera notevolmente la formazione di calcare.
Quindi, ovunque ci sia acqua riscaldata, il problema del calcare si presenta più velocemente.

In tutti gli elettrodomestici che utilizzano acqua, le serpentine e gli ingranaggi sono soggetti ad incrostazioni causate dal calcare.
Ciò ha come conseguenza la necessità di ripararli o addirittura, nei casi più gravi, di sostituirli.

 

Un intervento non definitivo

Qualsiasi intervento tecnico sugli apparecchi incrostati, per quanto complesso e costoso, permetterà di risolvere solo momentaneamente il problema del calcare alla caldaia.

Questo succede perché nessuno di essi può eliminare la causa del calcare.

 Pertanto il calcare tenderà a ripresentarsi nel tempo.

Da evidenziare infine, che  l’intervento di riparazione costituisce di per sé un indebolimento all’apparecchio.
La manomissione, il lavaggio acido per sciogliere il calcare, o peggio la rimozione meccanica delle incrostazioni, sono tutte azioni invasive.

Sono azioni che riducono inevitabilmente  la tenuta e la durata dell’apparecchio a contatto con l’acqua calcarea.

 

 

 

Una linea di prodotti nata per prevenire gli accumuli di calcare nella caldaia

A fronte di quanto visto, si pone la necessità di adottare una linea di prevenzione nella lotta al calcare della caldaia.

Occorrono dei prodotti capaci di ostacolare il calcare con metodi naturali e non invasivi.

Per questo Fontenova ha progettato e ideato una linea di prodotti innovativi, studiati in un’ottica ecologica di rispetto.

Rispetto che non riguarda solo i delicati impianti della caldaia e del sistema idrico delle nostre abitazioni.

Ma si basa anche e soprattutto su un rispetto profondo dell’acqua, dell’ambiente, delle persone e di tutti gli esseri viventi.

Ne parleremo nei dettagli nel prossimo articolo ad essi dedicato.

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