Ancora in viaggio, ancora corsi d’acqua in Toscana

Continua il nostro viaggio tra i corsi d’acqua in Toscana.
All’ombra di fonti e sorgenti, ripercorriamo il vissuto di etruschi e romani, cristiani e pagani, le loro credenze, le loro abitudini e il loro rapporto con l’acqua.
Un viaggio che merita di essere vissuto fino in fondo, per il fascino con cui ancora innaffia il presente, di tracce di passato.

L’Amiata: una montagna di corsi d’acqua

Il monte Amiata è caratterizzato dalla presenza di innumerevoli corsi d’acqua.
Si tratta di fiumi e torrenti che sgorgano dalle sue rocce formando un vero bacino idrico che, nel corso della storia, ha prestato la sua energia all’attività di cartiere, ferriere, industrie tessili e mulini a vento.
Posto tra la Maremma e la Val di Chiana, oggi l’Amiata alimenta con la sua acqua il Senese, il Grossetano e parte del Viterbese.

Le sorgenti del Vivo e del Fiora

Le sorgenti più importanti del monte Amiata sono quelle del Vivo e del Fiora.
Entrambe furono ricordate dal pontefice Pio Secondo nei suoi Commentari, quando, per l’appunto, si trovava da queste parti, ospite dell’abbazia dei monaci cistercensi.

Nel viaggio tra i corsi d’acqua, questo è un posto di sicuro effetto scenico per i visitatori.
Puntando infatti lo sguardo verso la sommità della vetta, è ancora possibile osservare la bellezza imponente degli antichi castelli medioevali che formano come una corona attorno alla montagna.

Un eremo lungo la sorgente del fiume Vivo

Lungo il fiume Vivo, i Camaldolesi eressero uno dei loro primi monasteri.
Il Santo fondatore, Romualdo, scelse di fondare l’eremo e il monastero proprio alle sorgenti del fiume.
Dell’eremo oggi è rimasto poco e anche la sorgente non si vede quasi più.
Si può arrivare però a piedi alle sorgenti del territorio, percorrendo boschi e passando tra faggi e castagneti.
Il tutto all’interno di  un suggestivo scenario di montagna che sembra racchiudere e far rivivere il silenzio degli eremiti camaldolesi e la frescura e la pace ritrovata dal Papa.
Tutto intorno è possibile ammirare la riserva naturale di abeti bianchi.

Il paese di Santa Fiora

Il Papa aveva visitato anche il paese di Santa Fiora, rimanendo colpito dalle sorgenti di acqua limpidissima che sgorgano dalle rocce.
Rimase inoltre colpito dalla presenza di piscine popolate da trote.
Si tratta di una Peschiera tuttora presente e ammirabile all’interno di un parco alberato attraversato da torrenti.

E a questo punto al turista non rimane che visitare il bellissimo centro storico di Santa Fiora, con la piazza elegante, il palazzo degli Sforza e la rocca medioevale aldobrandesca. 
E poi il Borgo, con il convento di sant’Agostino e delle Capuccine, fino alla chiesa della Madonna della Neve.

Il Fiora e le sue sorgenti sotterranee

Nei pressi del borgo di Montecatino sorge invece il Fiora, che disseta il Grossetano.
È possibile da qui procedere e visitare le affascinanti sorgenti sotterranee del Fiora, in un contesto ambientale dominato dalle rocce, dall’acqua e dalla bellezza artistica e storica dei luoghi.

Le sorgenti aretine

Continuiamo il nostro viaggio tra i corsi d’acqua in Toscana.
Scopriamo così che il culto delle acque è sempre stato un elemento caratterizzante del territorio aretino.

La Regione Toscana ha realizzato recentemente un progetto visualizzabile nel sito www.luoghiacqua.it
Questo progetto nasce per recuperare e valorizzare il patrimonio storico, culturale e ambientale legato ai corsi d’acqua del territorio regionale.
E proprio l’area del territorio aretino ha fornito un grosso contributo nello studio e nella riscoperta dei suoi luoghi dell’acqua. 

Il culto dell’acqua in Toscana

In questi territori sono state rinvenute statuette votive etrusco-romane intorno a diverse fonti d’acqua del territorio.
Alcune testimonianze del culto dell’acqua risalirebbero addirittura alla preistoria.

A Monterchi esiste una sorgente a cui sono state attribuite, nel corso della storia, proprietà galattofere e protettrici nei confronti delle madri.
Il culto dell’acqua legato alla maternità ha ispirato il celebre dipinto “La Madonna del Parto” di Piero della Francesca.
In ogni città o paese dell’Aretino è facile trovare strade e chiese dedicate alla Madonna del Latte o del Parto nei pressi di luoghi dove un tempo sorgevano delle fonti d’acqua.

Qui ritroviamo anche i miracolosi Bagni di Cetica, mete di pellegrinaggio per le acque rese miracolose da san Romolo.
Le virtù terapeutiche di queste acque ottime da bere e per curare diverse malattie, le fanno tuttora reputare acque “miracolose”.

Acqua, relax e benessere 

Si trova da queste parti anche la Fonte del Duca, un posto ideale per trascorrere una giornata all’aria aperta e per raggiungere da qui la montagna.
E poi anche la famosa Fonte Branda citata da Dante nell’Inferno.

Sul versante valdarnese si trova invece  la sorgente sulfurea dell’Acqua zolfina.
Quest’acqua ha il gusto e l’odore poco invitanti ma è nota per le sue straordinarie proprietà terapeutiche.

Le acque di Lunigiana

Al confine tra la Toscana e l’Emilia, la Lunigiana rappresenta un’area vastissima ricca di valli e di acqua.
La storia dei suoi corsi d’acqua è tutta racchiusa nei suoi borghi incantevoli che ne evocano i millenari e suggestivi segreti.

Montelungo e l’acqua della virtù

Iniziamo il nostro viaggio nei corsi d’acqua in Lunigiana, esattamente da Montelungo, dove si trova la Fonte della Virtù.
Quest’acqua è nota per la sua capacità di curare i calcoli renali.
Gli antichi tuttavia raccomandavano di non lavarsi i denti con essa.
Forse si pensava che la potente composizione chimica di quest’acqua, usata con qualche antico composto, potesse danneggiare lo smalto.
Ovunque qui è possibile trovare antiche iscrizioni che invitano a rispettare la natura, “a non lordarla”, a esserne custodi responsabili 

L’acqua sulfurea di Cavezzana d’Antena

Spostiamoci a Cavezzana d’Antena, dove, percorrendo un boschetto di castagni e di querce, possiamo giungere attraverso un sentiero alla sorgente dell’acqua solforosa.
Si tratta di un’acqua dal sapore amaro che ha la caratteristica di sprigionare nell’aria l’intenso odore del “solfuro d’idrogeno” avvolto in una striscia bianca che permea tutto l’ambiente circostante.
Un’acqua nota però  sin dall’antichità per le sue proprietà terapeutiche e  che fu usata inoltre in molti riti ebraici.

Acque salate, acque nere, acque dolci, l’acqua e la storia…

A Groppoli, in località Bergondola, lungo un sentiero difficoltoso e poco accessibile, troviamo la sorgente dell’acqua salata.
Un’acqua dalle qualità diuretiche e terapeutiche.
Si narra sia stata utilizzata dalla contessa Maria Luisa, duchessa di Parma e Piacenza, per la cura dalle sue patologie.

I romani frequentavano la sorgente sulfurea di Equiterme, un piccolo borgo ai piedi delle Apuane, reso celebre proprio dalla sua acqua.

A Monzone troviamo la fonte dell’acqua nera e la fonte dell’acqua salata, entrambe vicine al torrente Lucido.
L’acqua nera è a forte componente alcalina, mentre l’acqua salata deriva dall’acqua marina.
Bere a questi corsi d’acqua dà la sensazione di bere l’acqua nelle profondità della terra.
È come riassaporarne la storia nel viaggio geologico tra le rocce e la terra.

A Virgoletta, nel Comune di Villafranca, fuori dalle mura, da due polle diverse sgorgano due tipi diversi di acque dolci.
La prima è più leggera e diuretica, l’altra è più calcarea e pesante.

Ad Aulla, la sorgente Camilla è nota per le sue acque freschissime e curative di diverse patologie.

A Licciana, lungo la via del Sale, nel borgo di Varano, due imponenti vasche nella piazza principale, ricordano simbolicamente i due marchesi Malaspina uccisi.

E infine arriviamo alla sorgente del fiume Magra, sopra Pontremoli, con quello spettacolo dell’acqua che sorge dalle rocce e con quell’emozione unica che solo un fiume nel suo fluire continuo e nel suo restare sempre, può donare.

Le acque termali del sud-est senese

Il sud-est senese si presenta con un imponente bacino di corsi d’acqua incentrato attorno a Montepulciano.
Da qui si estende a san Casciano dei Bagni, a Chianciano Terme, fino a Rapulano.
Un vero patrimonio di acque fresche, tiepide e bollenti che affiorano da rocce calcaree.

Proprietà dei corsi d’acqua del senese

Si tratta di acque che riflettono le caratteristiche idrogeologiche del luogo da cui hanno origine.
Questi corsi d’acqua imitano infatti il movimento interno della terra, la sua propulsione e ne riproducono la forza fisica.
Tutto ciò dà luogo ad acque con elevatissime proprietà termali.

Le origini antiche dell’utilizzo delle acque sulfuree

La consapevolezza dei benefici delle acque sulfuree risale all’antichità etrusca e romana.
E nel corso della storia diversi personaggi, di passaggio in questi luoghi, hanno avvalorato con i loro scritti, questa tesi.
Luoghi dove l’acqua ha poteri veramente eccezionali.
E oggi è noto a tutti che le acque minerali sulfuree apportano notevoli benefici alla salute dell’uomo.
Benefici che vanno dalla cura di diverse malattie al mantenimento del benessere psico-fisico di corpo e mente.
Gli antichi Romani lo sapevano bene.

Le Terme ieri e oggi

E proprio di recente le persone hanno recuperato il vero, originario spirito delle Terme.
Le Terme  non sono più considerate il luogo dell’acqua che cura la vecchiaia e gli acciacchi.
Ma sono il luogo in cui ci si prende cura davvero di se stessi, della propria bellezza, del proprio star bene.

A Chianciano Terme alcuni ritrovamenti archeologici hanno riportato alla luce una vasca termale del primo secolo dopo Cristo.
E anche un tempio dedicato a Sillene lì, dove sgorga tuttora, la famosa sorgente.
La venerazione delle fonti da parte degli etruschi, i canti oraziani dedicati alle Fontes Clusinae, sono il segno di una terra che ha fatto dell’acqua la sua ricchezza culturale.
E che ne ha ricavato nel tempo, un vero patrimonio archeologico e culturale. 

L’interesse per le terme e la cura del corpo subirono una battuta d’arresto nel Medioevo.
I bagni termali per i Romani rappresentavano anche occasione di incontro, relax e socializzazione.
Nel Medioevo assunsero invece un significato strettamente curativo e legato alle necessità di salute.
Ecco il passaggio di papa Pio Secondo e di Ferdinando Primo per le Terme toscane e di sante come Agnese ai Bagni di Chianciano e Caterina da Siena a Bagno Vignoni, giustificato dalla cura delle loro umane sofferenze e malattie fisiche.

Oggi le Terme in Toscana offrono pacchetti personalizzati e avanzati della cura del corpo comprendenti fanghi, massaggi e idromassaggi.
Si può contare sulla possibilità di un soggiorno in perfetto relax in un’area vastissima e ricchissima di offerte termali che si estende da Chianciano a Sant’Albino a Montepulciano, da Bagno Santo di Sarteano a Acqua della Pietra fino a Rigaiolo.
Quest’ultima località è nota per l’acqua frizzante e diuretica.

Altri corsi d’acqua nel senese

Piacevole visitare anche la sorgente Acquapassante, alle pendici del monte Amiata che, oltre  a produrre acqua sulfurea, è collocata in una splendida area boschiva nei pressi di un’abbazia.

Da non tralasciare il Fosso Bianco dei Bagni di San Filippo, con le sue meravigliose cascate e la sorgente dei Bagnacci, presso Lucignano d’Asso, dall’acqua ricca di magnesio.

La riserva naturale di Cantagallo

Nel cuore dell’Appennino, si trova la riserva naturale acquerina di Cantagallo.
Si tratta di una vera foresta di castagneti e faggeti dove vivono, tra i corsi d’acqua, caprioli, cinghiali, volpi e uccelli e dove i fiumi sono ricchi di trote e gamberi d’acqua dolce.

Tutt’intorno al paese di Cantagallo, si estende un vero miracolo di acqua, di vita, di natura.

Conclusione del viaggio: il valore dei corsi d’acqua

Dove ci sono corsi d’acqua, sorge la vita.

Dove c’è l’acqua, l’uomo e la natura si elevano per ringraziarla, facendole dono di fonti, monumenti, verde, paesaggi, pesci e animali fantastici.

La omaggiano insomma con tutto quello che l’arte umana e la bellezza del Creato sono in grado di inventarsi.

Lo scopo è da sempre onorare l’acqua perché ci nutre e innaffia la nostra fragile esistenza di gocce di vita, di gocce di domani.

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