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La disidratazione negli anziani nella stagione torrida.
Cos’è e come evitarla per affrontare al meglio l’estate.

La disidratazione negli anziani è in estate causa di gravi stati di malessere a volte anche letali. In questo articolo cercheremo di affrontare questo tema delicato e complesso per capire quali linee di comportamento mettere in atto e far adottare ai nostri anziani per aiutarli ed evitare il peggio.

L’acqua ci idrata per mantenerci in vita

Abbiamo visto nei precedenti articoli come il tema dell’idratazione ritorni imperante in estate. Siamo fatti di acqua e l’acqua aiuta il nostro organismo nello svolgimento di tutte le sue funzioni vitali. L’acqua è il sistema di trasporto di ossigeno e sostanze nutritive a tutte le cellule dei nostri tessuti. È indispensabile nella sintesi delle proteine. È parte essenziale dei processi digestivi. Permette l’eliminazione delle dannose tossine. Lubrifica e dà tono ai nostri muscoli. In poche parole, l’acqua ci tiene in piedi.

La perdita di liquidi

Mentre avvengono tutti questi processi, l’organismo ha un inevitabile dispendio di liquidi attraverso urine, sudore, feci e respiro. Ogni azione del nostro corpo comporta impiego d’acqua e allo stesso tempo l’eliminazione di acqua. Abbiamo visto come in questo meccanismo di regolazione idrica ci viene in aiuto lo stimolo della sete.

La  scarsa sete negli anziani

In età avanzata si verificano numerosi cambiamenti fisiologici. Questi causano il rallentamento degli ormoni responsabili dell’idratazione dei tessuti.
Ma, contemporaneamente, si spegne la sete. Negli anziani lo  stimolo di bere diventa così sporadico e quasi assente.

Da dove nasce la disidratazione negli anziani

Ciò avviene anche in estate, quando le temperature elevate e lo svolgimento delle normali attività quotidiane, generano ampia sudorazione. Con il sudore si perdono acqua, vitamine e sali minerali essenziali. Ma l’anziano non si accorge spesso di ciò. Sente molto caldo ma tende a non bere mai abbastanza. Così facendo, l’equilibrio idrico subisce uno scompenso perché l’acqua giornalmente introdotta, non è sufficiente a coprire quella perduta. Da qui nasce la disidratazione negli anziani.

immagine che mostra come sconfiggere la disidratazione negli anziani, anziana che beve acqua.

Cos’è la disidratazione

La disidratazione è la condizione in cui si trova il nostro organismo quando in esso è presente una quantità di liquidi inferiore rispetto al normale.
Questa situazione provoca l’affaticamento di tutti gli organi interni, rischiando di comprometterne il funzionamento.  Questo è uno dei motivi per i quali la diminuzione di liquidi nell’organismo rappresenta un rischio concreto, anche nei primissimi stadi, soprattutto per i bambini e le persone anziane.

Riconoscere i sintomi

È importante saper riconoscere i sintomi di disidratazione negli anziani per correre subito ai ripari, specie in estate. Se non si interviene nei tempi e nei modi giusti per reintegrare i liquidi persi, l’anziano, per età e connesse condizioni di salute, rischia effetti gravi e spesso anche fatali.

La disidratazione negli anziani.
I segnali di allarme.

La sete non dà quindi indicazioni utili a quantificare la disidratazione nei soggetti anziani. Ci sono tuttavia altri indicatori che mettono in guardia. Andiamo a vedere quali sono.

La mancanza di sudorazione

Il primo sintomo di disidratazione è la mancanza di sudorazione. Quando un individuo smette di sudare, anche quando fa caldo, vuol dire che l’organismo ha messo in atto un meccanismo di risparmio dei liquidi. Ma la sudorazione è una funzione indispensabile per il nostro corpo. Serve a raffreddare il corpo. La sua assenza rischia di far aumentare notevolmente la temperatura corporea e di provocare effetti negativi sul centro termoregolatore ipotalamico.

Gli effetti gravi della disidratazione.
Il colpo di calore.

Un effetto grave della disidratazione nell’anziano è il “colpo di calore”.  La temperatura corporea può salire fino a 42º. In molti casi la situazione può diventare particolamente grave fino a provocare la morte. L’innalzamento della temperatura corporea si accompagna a dilatazione vascolare diffusa a tutto il corpo. Il malessere si caratterizza anche per mal di testa, nausea e vomito. I sintomi comprendono inoltre un arrossamento diffuso e a un innalzamento sensibile della temperatura cutanea. Questa diventa molto più elevata di quella interna.

I crampi muscolari

La disidratazione negli anziani si manifesta anche con i crampi muscolari. Questo tipo di disturbo può verificarsi anche dopo aver svolto un’attività fisica e quindi a causa di un eccessivo sforzo o della carenza di sodio. Ma, nel caso delle persone anziane, i crampi sono chiari sintomi di disidratazione. Essi si verificano a causa della carenza della gittata sistolica cardiaca. Grazie a questa vengono irrorati di sangue i muscoli del corpo che, per questo motivo, si irrigidiscono fino a provocare lo spasmo muscolare.

Gli indicatori dello stato di disidratazione.
Il colore delle urine.

Un indicatore utile dello stato di idratazione del nostro organismo è poi il colore delle urine.
Attraverso di esso è possibile verificare che nel nostro corpo tutto proceda per il verso giusto. Infatti, una colorazione troppo scura è sinonimo di una scarsa concentrazione di liquidi all’interno dell’organismo. Quindi indica la necessità di reintegrarli il prima possibile.

La disidratazione negli anziani.
La secchezza della pelle e delle mucose.

Anche la secchezza cutanea indica che vi è una scarsa idratazione interna. In caso di carenza di liquidi nell’organismo, tra i segnali che il nostro corpo ci invia ci sono: la secchezza di labbra, pelle e mucose. Quest’ultima si manifesta con poca salivazione o lacrimazione.

La secchezza oculare

La secchezza oculare si manifesta quando il nostro organismo si trova in situazione di emergenza idrica. Pertanto attinge provvisoriamente dai liquidi che lubrificano l’occhio per recuperare l’acqua che serve a realizzare le funzioni vitali giornaliere. La carenza di liquidi viene proprio dalla scarsa idratazione dell’organismo.

L’aumento della frequenza cardiaca 

Uno stato generale di disidratazione si manifesta con aumento della frequenza cardiaca.
I battiti cardiaci nell’anziano diventano più ravvicinati tra loro.
Ciò provoca palpitazioni e uno stato di agitazione e di ansia.

I campanelli d’allarme della disidratazione

Tra i sintomi da non trascurare per la disidratazione negli anziani, ci sono anche: la perdita di memoria, il senso di confusione, vertigini, vomito. A questi si aggiungono: torpore, sonnolenza, spossatezza e un senso di malessere diffuso.

Questi, insieme alla sensazione di gambe pesanti, sono tra i primi campanelli d’allarme che l’organismo attiva per avvisarci della diminuzione dei liquidi nel corpo. Ci segnalano quindi che, una situazione di scompenso idrico e di mal funzionamento degli organi, è in atto.

La disidratazione degli anziani in estate.
Mai trascurare i sintomi.

Molti dei sintomi della disidratazione sono spesso sottovalutati o confusi sia dagli anziani che da chi gli sta vicino. Forse perché apparentemente sembrano uno stato di malessere causato dal gran caldo.
Sono numerose, ogni anno, le campagne volte a sensibilizzare la popolazione degli over 65 sul tema della disidratazione negli anziani. Ciò nonostante, d’estate, sono ancora molte le persone della terza età che muoiono a causa del caldo.

Ma basta uno sforzo di accorta e costante idratazione per salvare molte vite nella stagione estiva.

Come prevenire la disidratazione negli anziani

Per evitare che il caldo provochi danni all’organismo delle persone anziane, è necessario che essi assumino la giusta quantità d’acqua al giorno.  È  inoltre importante curare l’alimentazione. Va privilegiata una dieta ricca di frutta e verdura.  Ma soprattutto occorre evitare di uscire durante le ore più calde del giorno.

Per gli anziani, mantenere il corpo costantemente idratato assumendo liquidi è essenziale. Ciò serve a far sì che i processi fisiologici si svolgano correttamente. Bere acqua in grandi quantità fa bene al corpo e alla mente.

immagine che mostra anziano con cesto di frutta

Come comportarsi in presenza di grave disidratazione causata da colpo di calore

In caso di colpo di calore, la condotta da seguire si basa su tre accorgimenti:

– Il riposo, all’ombra e al fresco, con meno vestiti possibile addosso, in un luogo ben aerato;

– Il raffreddamento mediante l’applicazione di panni umidi e di borse d’acqua ghiacciata o con un bagno appena tiepido;

– L’assunzione di una dose d’aspirina o di paracetamolo proporzionata all’età per ridurre il rischio di convulsioni, che rappresentano la complicanza più grave di un colpo di calore;

– L’assunzione abbondante di liquidi per compensare la disidratazione e favorire l’evaporazione del sudore.

Come evitare il colpo di calore

Per prevenire il colpo di calore occorre indossare abiti larghi e che consentano la ventilazione. Bisogna bere abbondantemente ed evitare i luoghi surriscaldati e mal aerati. In casa basta tenere le finestre aperte o il condizionatore d’aria acceso.

La diminuzione dei liquidi interni all’organismo con l’avanzare dell’età

Il nostro corpo è composto dal 75% d’acqua che è presente e opera nelle cellule e nei vasi sanguigni. Questa quantità, con il passare degli anni tende a ridursi, fino ad arrivare al 40-45% del peso corporeo durante la vecchiaia.
La sopravvivenza umana richiede un sofisticato sistema di gestione dell’acqua. Fortunatamente il nostro corpo è dotato di un apparato altamente funzionale. Ecco perché le persone anziane devono sempre mantenere una corretta idratazione del corpo, specie durante le ondate di caldo opprimente, quando si ha difficoltà a dormire e si fa tanta fatica nell’affrontare le giornate. Proprio allora è importante prendere delle precauzioni, per affrontare al meglio il caldo. La disidratazione può diventare un guaio più grosso nella terza età se per la persona bere acqua non diventa una priorità. Una corretta idratazione, infatti, aiuta a mantenere regolare le funzionalità del corpo e dei suoi organi vitali. I decessi legati al calore in estate, sono tra le persone con un’età superiore ai 65 anni. Il consiglio dei ricercatori è proprio quello di evitare una prolungata esposizione al sole e mantenere una costante idratazione del corpo.

Quanta acqua devono bere gli anziani in estate

Il nostro fabbisogno idrico giornaliero è di circa otto bicchieri di acqua al giorno. Tale necessità in estate aumenta almeno del doppio per gli anziani. Questi dovrebbero pertanto bere acqua in maggiore quantità. Per integrare la quantità di acqua che si perde (in feci, urine e soprattutto sudore) è infatti fortemente raccomandato bere in tarda età. Una maggiore idratazione aiuta infatti a prevenire le malattie che si presentano durante la senilità, come ad esempio le infezioni alle vie urinarie o i problemi cardiaci.

immagine di anziano che beve acqua.

Il calcolo del fabbisogno idrico nell’anziano

Quando la colonnina di mercurio tocca le punte più alte dell’anno, il fabbisogno idrico in una persona anziana non affetta da particolari patologie, è di circa 20-25 ml per ogni chilo di peso corporeo. Di norma non si dovrebbe mai scendere sotto il litro al giorno: per questo motivo, una buona media potrebbe essere un litro e mezzo al giorno. Si tratta di una quota assolutamente indicativa, che non tiene conto dei tanti fattori che possono influire sulle effettive esigenze del nostro organismo.

Bere acqua a ritmo d’estate

Esistono, infatti, determinate malattie che possono comportare una richiesta diversa di acqua. Visto che nell’anziano il riflesso della sete è assente, è fondamentale fare bere gli anziani a cadenza stabilita durante la giornata. In questo modo si è sicuri di garantire il giusto fabbisogno idrico evitando così spiacevoli sorprese. Il modo migliore per monitorare il rischio di disidratazione dell’anziano è quello di controllare i liquidi assunti (ad esempio numero di bicchieri) e la quantità di urina.

immagine che mostra come combattere la disidratazione degli anziani, anziani a merenda.

Quando chiedere il parere dello specialista

Ci sono patologie che richiedono un differente fabbisogno idrico. Tra queste abbiamo lo scompenso cardiaco o l’insufficienza renale cronica di stadio avanzato.
In queste circostanze si consiglia sempre di fare riferimento al parere dello specialista.

Le situazioni in cui bere di più

Occorre bere acqua abbondantemente se in casa si utilizzano aria condizionata o deumidificatori. Si tratta di sistemi di climatizzazione che contribuiscono infatti alla disidratazione della pelle. Inoltre causano secchezza alle mucose. L’idratazione è importante in caso di malattie che comportano febbre, diarrea o vomito. Serve infatti a  garantire una pronta ripresa dei processi fisiologici e a velocizzare la guarigione. In tal caso ricordiamoci quindi di bere spesso acqua e altri liquidi durante la giornata. Serve ad evitare la disidratazione.

I vantaggi di una buona idratazione negli anziani

Negli anziani l’acqua è importante anche per una regolare e corretta digestione. L’acqua mantiene il cibo che si mangia in continuo movimento attraverso il nostro intestino. Durante la digestione il cibo che mangiamo si fa infatti strada dallo stomaco all’intestino crasso. Se non si dispone di una buona quantità di liquidi, quest’ultimo assorbe l’acqua dai nostri rifiuti alimentari. Ciò rende le feci dure favorendo la stipsi e il ristagno di dannose tossine nell’organismo. Oltre a favorire la digestione e l’assorbimento del cibo, l’acqua regola la temperatura corporea e la circolazione sanguigna. Svolge inoltre una funzione cuscinetto nelle articolazioni. Protegge da urti e danni i tessuti e gli organi, compreso il midollo spinale.

immagine che mostra anziana che mangia una mela.

Non solo acqua ma anche bevande

È importante ricordare che bere acqua non è l’unico modo per rispondere alle esigenze del nostro organismo in termini di idratazione. Il fabbisogno idrico può essere soddisfatto con qualsiasi tipologia di liquido, non solo l’acqua. Ciò conta molto se si considera la scarsa tolleranza dell’anziano nei confronti dell’acqua. Inoltre, nell’anziano lo stimolo della sete è ridotto ai minimi termini. Per cui occorre trovare delle alternative all’acqua. Le bevande sono un’ottima strategia per evitare uno stato di disidratazione o casi più gravi dovuti alle complicanze di un insufficiente apporto di liquidi. Per questo motivo si consiglia di assumere liquidi sotto forma di tè, tisane, succhi di frutta, brodo vegetale e altre forme, sempre tenendo conto delle altre patologie di cui è affetto l’anziano.

Prevenire la disidratazione negli anziani con l’aiuto di acqua, frutta e verdura

Per favorire un aumento della quantità di liquidi da consumare quotidianamente, è consigliabile assumere buone dosi di frutta e verdura. Esse contengono fino all’85% di acqua e sono perciò ideali per reintegrare i liquidi. Un altro metodo per assumere più liquidi è avere sempre un bicchiere d’acqua a portata di mano, in modo tale da invogliarne e facilitarne l’assunzione. Le bevande come aranciate o succhi di frutta, hanno effetti altrettanto benefici. Devono contenere però una bassa percentuale di zuccheri. E non vanno consumati in grandi quantità.

immagine che mostra come sconfiggere la disidratazione negli anziani, donna che mostra la forza che le arriva da frutta e verdura.

La disidratazione negli anziani. 
Un aiuto dalle minestre.

A volte l’anziano incontra difficoltà nella deglutizione. Ciò può diventare un ostacolo alla sua corretta alimentazione.  Egli non integra così, quelle sostanze, come i sali minerali, necessarie per la sua salute. Per questo d’estate è bene anche mangiare più minestre, soprattutto alla sera. Aiutano a reintegrare i liquidi.  Diminuiscono la sensazione di spossatezza. Le minestre vanno consumate tiepide e non bollenti, specie nel caso in cui le temperature siano particolarmente elevate.

I comportamenti giusti per aiutare gli anziani

In questo articolo abbiamo appreso una serie di comportamenti corretti da mettere in atto  per proteggere la salute degli anziani in estate.
Le persone anziane sono tra i soggetti maggiormente a rischio di grave disidratazione per via del caldo.
Insieme al medico di base bisogna imparare a stabilire e controllare nel tempo il loro corretto fabbisogno idrico.  È importante contattare il medico curante ai primi sintomi di disidratazione. Ciò serve ad agire tempestivamente ed evitare conseguenze più gravi.

 Ogni vita bruciata dalla disidratazione è un affetto che viene a mancare

La disidratazione negli anziani è un fatto grave che può portare alla morte. Infatti, se non trattata tempestivamente, può portare a grave insufficienza renale. Ciò scatena una conseguente insufficienza che coinvolge tutti gli organi.

Abbiamo imparato a riconoscere i segnali della disidratazione. Questi ci consentono di intervenire in fretta appena si presentano.

Impariamo a prevenirli per far stare bene e il più a lungo con noi i nostri affetti atavici.