E tu? Sai quanta plastica ingerisci a settimana?

Siamo tutti consapevoli della grande diffusione nell’ambiente di frammenti microscopici di plastica.
Ma non tutti sappiamo che proprio questa ingombrante presenza, sarebbe alle origini della quantità di plastica accertata che ingeriamo a settimana.
La stima del quantitativo di plastica immesso settimanalmente nella nostra dieta è equivalente al peso di una carta di credito: 5 grammi.

Un allarme che viene dalla scienza sulla plastica che beviamo a settimana.

È allarmante il risultato di una ricerca australiana pubblicata nel giugno scorso sul quantitativo di plastica che ingeriamo bevendo.
Con la nostra alimentazione assumiamo pezzi di microplastica di spessore inferiore a 5 millimetri.
Queste sostanze vengono ingerite sia attraverso l’acqua in bottiglie di plastica, che in quella del rubinetto.

Solo bevendo acqua in bottiglia, si possono infatti assumere fino a 1.769 particelle di Microplastiche ogni settimana.

Uno studio sull’assorbimento di plastica

Questi dati sono l’esito dello studio “No Plastic in Nature: Assessing Plastic Ingestion from Nature to People” condotto dall’Università di Newcastle e commissionato da WWF.

Si tratta di un’indagine frutto dei risultati combinati di circa 50 ricerche precedenti.

Gli alimenti che filtrano la plastica

La Microplastica presente nell’acqua finisce anche in bevande e alimenti.
Frutti di mare, birra e sale sarebbero gli alimenti con più alto tasso di materiale plastico presente.
Secondo lo studio universitario australiano, il consumatore medio può ingerire fino a 1.769 particelle di plastica ogni settimana.
Lo fa semplicemente bevendo acqua in bottiglia.

Le ricerche sulla plastica ingerita con l’acqua

Una precedente ricerca dell’Università canadese stima che sono 130 mila le particelle annue assimilabili tramite l’acqua in bottiglia.
Mentre sono 4 mila quelle ingeribili bevendo solo acqua da rete idrica.

Negli Stati Uniti, il 94,4% delle acque in bottiglia analizzate, conteneva fibre di plastica con una media di 9,6 fibre per litro.

In Europa, la percentuale di bottiglie contaminate scende al 72,2% con una media di 3,8 fibre di plastica a litro.

 

Le cause della plastica che somministriamo nella nostra dieta

Il report spiega l’enorme diffusione delle particelle inquinanti, proprio con l’incremento della produzione di plastica, avvenuto negli ultimi 20 anni.

A partire dal 2000, la plastica prodotta in tutto il mondo è stata infatti, pari a quella immessa nel mercato dall’invenzione di questo materiale.
Di questo almeno 1/3 si trova disperso nell’ambiente.

 

L’allarme lanciato dal WWF

Un risultato che, secondo il Direttore Internazionale di WWF, Marco Lambertini, deve generare allarme.
E deve dare luogo ad una soluzione e ad un impegno efficaci e globali da parte di governi, istituzioni, imprese, associazioni e consumatori. Ciò allo scopo di affrontare alla radice le cause del problema.

I danni alla salute provocati dalla plastica che introduciamo nel nostro organismo

Per comprendere la gravità del fenomeno, basta pensare all’impatto devastante sulla salute umana causato dalla plastica ingerita.
Occorre inoltre considerare che questo è solo un piccolo risvolto di una catastrofe dai contorni ben più grandi.

La plastica che ingeriamo riguarda tutti gli esseri viventi

La plastica che viene dispersa quotidianamente in natura senza alcun freno, investe  non solo l’uomo ma anche la fauna e gli habitat naturali.

Non solo: la plastica avanza sempre più pericolosamente i suoi livelli nell’ambiente circostante, al punto da distruggere i delicati ed essenziali equilibri degli ecosistemi naturali.

Di questo passo, che mondo consegneremo ai nostri bambini? Che mondo avranno le generazioni future?

Un Regolamento contro la dispersione e ingestione di plastica

Ecco perché il WWF lancia con forza una petizione.
L’obiettivo è richiedere urgentemente l’adozione entro il 2030 di un Regolamento sottoscritto da ogni Paese del mondo.
Con ciò si spera di contrastare l’inquinamento da plastica e di liberare gli oceani (e i nostri corpi) dal pericolo dei micro-frammenti inquinanti.

Uniti nella battaglia alla dispersione di plastica nell’ambiente

Urge una legislazione consapevole, mirata e globale.
Serve un programma che ci trovi informati e uniti in questa battaglia civile per la vita di tutti gli organismi.

Una scelta ecosostenibile blocca ogni ingresso alla plastica

Servono un’economia e uno stile di produzione e di consumo a basso impatto ambientale.
Liberiamo l’acqua dalla plastica.
Restituiamo all’acqua e all’ambiente la sua naturale purezza.
Liberiamoci dalla plastica che ingeriamo in nome della vita, in nome del diritto di ogni essere vivente al suo ambiente naturale.

 

 

 

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